DLgs18/2023

D.Lgs. 18/2023 · Allegato I

Allegato I — Valori parametrici

L'**Allegato I del D.Lgs. 18/2023** contiene la tabella dei **valori di parametro** che l'acqua destinata al consumo umano deve rispettare. È diviso in **Parte A** (parametri microbiologici), **Parte B** (parametri chimici) e **Parte C** (parametri indicatori), a cui si aggiungono i **parametri di radioattività**. È il cuore quantitativo del decreto: qui si trovano i limiti per Escherichia coli, piombo, arsenico, nitrati, PFAS e decine di altre sostanze.

Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026

Che cosa contiene l'Allegato I

Se il D.Lgs. 18/2023 fosse un edificio, l'Allegato I ne sarebbe le fondamenta. Qui si trova la risposta alla domanda più concreta di tutte: entro quali limiti l'acqua può dirsi conforme? L'allegato raccoglie infatti i valori di parametro, cioè le soglie numeriche (o le indicazioni qualitative) che ogni parametro deve rispettare al punto in cui l'acqua viene messa a disposizione, secondo quanto stabilito dall'articolo 3.

La struttura ricalca quella della Direttiva (UE) 2020/2184 che il decreto recepisce, e organizza i parametri in tre grandi famiglie, più un capitolo dedicato alla radioattività. Vale la pena chiarire subito un punto di terminologia che genera confusione: un valore di parametro non è sempre un limite di legge tassativo. Per i parametri microbiologici e chimici lo è; per gli indicatori ha spesso il significato di un valore di riferimento la cui violazione impone un'indagine, non necessariamente il divieto d'uso immediato.

Parte A — Parametri microbiologici

La Parte A riguarda i microrganismi che possono rendere l'acqua pericolosa in tempi rapidi. È la parte a cui l'autorità sanitaria guarda con più severità, perché una contaminazione fecale può causare epidemie in poche ore. Non a caso i valori sono a tolleranza zero: l'acqua destinata al consumo umano non deve contenere questi organismi in alcuna quantità rilevabile.

  • Escherichia coli: 0 UFC/100 mL, l'indicatore principe di contaminazione fecale.
  • Enterococchi: 0 UFC/100 mL, secondo marcatore di contaminazione di origine fecale.
  • Per le acque messe in commercio in contenitori si applicano parametri aggiuntivi (come Pseudomonas aeruginosa e i conteggi delle colonie).

Perché lo zero è così importante

La presenza anche di poche unità di Escherichia coli segnala che l'acqua è entrata in contatto con materiale fecale e che, insieme a quel marcatore, potrebbero essere presenti patogeni ben più temibili. Per questo la Parte A non ammette margini: il superamento fa scattare i provvedimenti dell'articolo 15.

Parte B — Parametri chimici

La Parte B è la più corposa e quella che il recepimento europeo ha rinnovato di più. Raccoglie le sostanze chimiche la cui pericolosità si manifesta soprattutto con l'esposizione prolungata: metalli pesanti, sottoprodotti della disinfezione, contaminanti industriali e agricoli. È qui che compaiono le vere novità della normativa, come i PFAS, il bisfenolo A, l'uranio e gli acidi aloacetici, diventati vincolanti dal 12 gennaio 2026.

Alcuni valori di parametro chimici significativi previsti dalla Parte B dell'Allegato I.
ParametroValore di parametroNote
Piombo5 µg/L10 µg/L nel regime transitorio, 5 µg/L a regime dal 2036
Arsenico10 µg/LMetallo naturale in molte falde
Nitrati50 mg/LTipico delle zone agricole
Cromo25 µg/LAbbassato da 50; a regime dal 2036
PFAS — Somma0,10 µg/LNuovo parametro emergente
Bisfenolo A2,5 µg/LIntrodotto dalla direttiva 2020/2184
Trialometani (THM)100 µg/LSottoprodotti della clorazione

Vale la pena notare che per alcuni parametri il decreto prevede un percorso graduale. Il piombo e il cromo, per esempio, hanno un valore transitorio più permissivo e uno definitivo più severo che entrerà in vigore nel 2036, dando ai gestori il tempo di adeguare reti e impianti. Altri limiti sono invece stati ritoccati verso l'alto sulla base delle nuove valutazioni scientifiche, come il boro e il selenio.

Parte C — Parametri indicatori

La Parte C raccoglie i parametri indicatori: caratteristiche che non hanno di per sé un impatto sanitario diretto alle concentrazioni abituali, ma che raccontano lo stato dell'acqua e il funzionamento della filiera. Un'acqua troppo dura, torbida o con un sapore sgradevole non è necessariamente insicura, però segnala qualcosa che merita attenzione. Per questo il superamento di un indicatore fa scattare un'indagine sulle cause più che un divieto immediato.

Un caso a parte: la durezza

La durezza non ha un limite tassativo ma un intervallo consigliato (indicativamente 15-50 °F). Un'acqua molto dura fa incrostare le tubazioni e gli elettrodomestici, ma non è dannosa per la salute. È l'esempio perfetto di un indicatore: informa, non vieta.

Radioattività e revisione dei valori

Accanto alle tre parti principali, l'Allegato I disciplina i parametri di radioattività — come il radon, il trizio e la dose indicativa totale — che rispondono a una logica di monitoraggio specifica, in raccordo con la normativa sulla radioprotezione. Sono parametri che raramente destano problemi nella distribuzione ordinaria, ma che vanno tenuti sotto controllo soprattutto per le acque di origine profonda in aree geologicamente particolari.

Un aspetto da non trascurare è che l'Allegato I non è un testo cristallizzato. L'articolo 21 prevede un meccanismo di revisione periodica che consente di aggiornare i valori e l'elenco dei parametri man mano che la ricerca scientifica evolve. Il correttivo D.Lgs. 102/2025 è la prima applicazione concreta di questa flessibilità, avendo ritoccato diversi valori e chiarito il regime transitorio dei nuovi parametri.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra Parte A, B e C dell'Allegato I?
La Parte A raccoglie i parametri microbiologici (come Escherichia coli ed enterococchi), la Parte B i parametri chimici (piombo, arsenico, nitrati, PFAS e molti altri), la Parte C i parametri indicatori (durezza, pH, cloruri, ferro), che segnalano lo stato dell'acqua più che un rischio sanitario immediato.
I valori dell'Allegato I sono tutti limiti tassativi?
Non esattamente. Per i parametri di Parte A e Parte B il valore è un limite vincolante il cui superamento impone provvedimenti. Per i parametri indicatori di Parte C il valore ha spesso natura di riferimento: il superamento obbliga a indagare le cause, non sempre a sospendere l'uso dell'acqua.
Quali parametri nuovi ha introdotto l'Allegato I?
Rispetto al vecchio D.Lgs. 31/2001, la Parte B ha introdotto parametri emergenti come i PFAS, il bisfenolo A, gli acidi aloacetici, la microcistina-LR, l'uranio e il clorato. Sono diventati vincolanti dal 12 gennaio 2026.

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