Parametro dell'acqua potabile
Enterococchi nell'acqua potabile
Gli **enterococchi intestinali** sono, insieme a Escherichia coli, il secondo grande indicatore di contaminazione fecale dell'acqua. Il **D.Lgs. 18/2023** ne richiede l'assenza totale: il valore di parametro è **0 UFC/100 mL**. Essendo più resistenti nell'ambiente rispetto a E. coli, segnalano anche contaminazioni fecali meno recenti o più diluite, e per questo completano il quadro microbiologico.
Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026
Che cosa sono gli enterococchi intestinali
Gli enterococchi intestinali sono un gruppo di batteri che, come Escherichia coli, popolano l'intestino dell'uomo e degli animali. La loro presenza nell'acqua non ha un significato diverso: indica che c'è stato un contatto con materiale di origine fecale. Perché allora cercarli, se già abbiamo E. coli? Perché gli enterococchi hanno un asso nella manica: sono batteri più robusti e resistenti nell'ambiente esterno.
Sopravvivono più a lungo di E. coli fuori dall'intestino, tollerano meglio l'essiccamento, le basse temperature e certi trattamenti di disinfezione. Questo li rende un indicatore prezioso soprattutto quando la contaminazione è remota nel tempo o molto diluita: in situazioni in cui E. coli è ormai morto e non si rileva più, gli enterococchi possono ancora rivelare che qualcosa non va. Per questo il decreto li affianca a E. coli tra i parametri di controllo di base.
Il limite del D.Lgs. 18/2023
Nel D.Lgs. 18/2023 gli enterococchi rientrano tra i parametri microbiologici della Parte A dell'[Allegato I](/allegati/allegato-1-parametri), la parte a tolleranza zero. Il valore di parametro è 0 UFC/100 mL: nessuna colonia ammessa in cento millilitri d'acqua.
Un limite non negoziabile
Come per Escherichia coli, la presenza anche di un solo enterococco in 100 mL determina la non conformità dell'acqua e impone i provvedimenti previsti dall'articolo 15 (limitazioni d'uso e ripristino).
Enterococchi ed E. coli vengono di norma ricercati insieme, sia nei controlli interni del gestore sia in quelli dell'ASL: costituiscono la coppia di parametri con cui si valuta rapidamente lo stato igienico di un'acqua.
Perché sono un rischio per la salute
Alcune specie di enterococchi possono essere patogene di per sé — sono coinvolte in infezioni urinarie, endocarditi e infezioni in ambito ospedaliero, spesso complicate dalla resistenza agli antibiotici. Ma nel contesto dell'acqua potabile il loro valore è soprattutto quello di sentinella: dove ci sono enterococchi di origine fecale possono esserci anche i patogeni intestinali veri e propri, dai batteri ai virus ai protozoi.
- Segnalano il rischio di infezioni gastrointestinali legate a contaminazione fecale.
- Indicano contaminazioni non recenti o intermittenti che E. coli potrebbe non rivelare.
- Alcune specie sono direttamente patogene e note per l'antibiotico-resistenza.
- Rappresentano un rischio maggiore per bambini, anziani e persone immunodepresse.
Da dove arrivano e come si analizzano
Le fonti sono le stesse della contaminazione fecale in generale: fosse settiche, scarichi non depurati, spandimento di reflui zootecnici, infiltrazioni nei pozzi mal protetti, rotture o richiami d'acqua nelle reti. Un pozzo di campagna vicino a una stalla o a un campo concimato è lo scenario tipico. Negli impianti condominiali, serbatoi e autoclavi trascurati possono ospitarli.
L'analisi si esegue in laboratorio per filtrazione su membrana e coltura su terreno selettivo, secondo l'Allegato III, oppure con metodi enzimatici. Come per E. coli, il campionamento richiede condizioni sterili e tempi rapidi tra prelievo e analisi.
Sempre insieme a E. coli
Nella pratica enterococchi ed E. coli si richiedono in coppia: interpretati insieme raccontano non solo se c'è contaminazione fecale, ma anche da quanto tempo e con quale probabile origine.
Cosa fare in caso di positività
Se il campione risulta positivo, l'acqua non è idonea al consumo umano finché non si risolve il problema. Sulle reti pubbliche si interviene con disinfezione, lavaggi e campionamenti di verifica; per un pozzo privato occorre individuare la via di ingresso della contaminazione — spesso una testa pozzo non protetta o una fonte di reflui troppo vicina — disinfettare l'impianto e ripetere l'analisi.
Se ti servi di un pozzo o gestisci un'attività in cui l'acqua entra in contatto con gli alimenti, la ricerca combinata di enterococchi ed E. coli è il controllo minimo da cui partire. Un'analisi microbiologica periodica costa poco e ti mette al riparo dalla brutta sorpresa di scoprire un problema quando ormai qualcuno si è già ammalato.
Domande frequenti
Qual è il limite di enterococchi nell'acqua potabile?
Che differenza c'è tra enterococchi ed E. coli?
Gli enterococchi si cercano da soli?
Come faccio ad analizzare gli enterococchi nell'acqua?
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