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Come leggere un referto di analisi dell'acqua
Un referto di analisi dell'acqua confronta per ogni voce il **valore rilevato** con il **valore di parametro** di legge. Se il rilevato resta entro il limite, l'acqua è **conforme** per quel parametro. Le unità cambiano (µg/L, mg/L, UFC/100 mL, NTU, µS/cm, °F) e vanno lette con attenzione, così come il segno **'<'**, che indica un valore inferiore al limite di quantificazione dello strumento.
Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026
Come è fatto un referto
La prima volta che ci si trova davanti a un rapporto di prova di un laboratorio, l'impressione è di guardare una tabella di numeri e sigle indecifrabili. In realtà la struttura è quasi sempre la stessa, e una volta capita la logica si legge in pochi minuti. In alto trovi i dati identificativi: chi ha commissionato l'analisi, il punto di prelievo, la data e l'ora del campionamento, il tipo di matrice (acqua destinata al consumo umano). Sono informazioni tutt'altro che secondarie, perché un risultato ha senso solo se sai da dove e quando viene quel campione.
Il cuore del documento è la tabella dei risultati. Ogni riga è un parametro cercato, e per ciascuno trovi tipicamente quattro colonne: il nome del parametro, il valore rilevato dall'analisi, l'unità di misura, e il valore di parametro — cioè il limite di legge di riferimento. Spesso è indicato anche il metodo analitico utilizzato. In fondo compaiono la firma del tecnico responsabile e, quando il laboratorio è accreditato, i riferimenti dell'accreditamento.
Valore rilevato e valore di parametro: non confonderli
È la distinzione più importante di tutte, e anche quella su cui nascono più equivoci. Il valore rilevato è ciò che il laboratorio ha effettivamente misurato nel tuo campione: è la fotografia della tua acqua in quel momento. Il valore di parametro è invece la soglia fissata dalla legge nell'Allegato I del decreto, uguale per tutti: è il metro di paragone, non un dato del tuo campione.
Leggere il referto significa, in sostanza, confrontare riga per riga il primo con il secondo. Se il valore rilevato è entro il valore di parametro, per quella voce l'acqua rispetta la norma. Se lo supera, c'è un'anomalia da approfondire. Prendiamo i nitrati: il limite è 50 mg/L. Un rilevato di 18 mg/L è ampiamente conforme; uno di 62 mg/L è un superamento. Attenzione però al verso del confronto: per alcuni indicatori — come il pH, che deve stare tra 6,5 e 9,5 — il valore non deve superare un massimo ma restare dentro un intervallo, e per i microbiologici la soglia è zero.
Un numero da solo non dice nulla
Vedere '10' su una riga non significa niente finché non guardi l'unità e il limite accanto. 10 µg/L di arsenico è esattamente al limite; 10 mg/L di un altro parametro potrebbe essere tutt'altra storia. Rilevato, unità e valore di parametro vanno sempre letti insieme, sulla stessa riga.
Le unità di misura più comuni
Gran parte della confusione nasce dalle unità. Un microgrammo e un milligrammo differiscono di mille volte, e scambiarli fa sembrare drammatico un valore normale o viceversa. Vale la pena tenere a mente le sigle che ricorrono più spesso in un referto sull'acqua potabile.
| Unità | Significato | Dove si incontra |
|---|---|---|
| µg/L | Microgrammi per litro (un millesimo di mg/L) | Metalli in traccia: piombo, arsenico, PFAS |
| mg/L | Milligrammi per litro | Nitrati, cloruri, solfati, durezza espressa in mg/L |
| UFC/100 mL | Unità formanti colonia su 100 mL | Microbiologici: Escherichia coli, enterococchi |
| UFC/L | Unità formanti colonia per litro | Legionella negli impianti |
| NTU | Unità nefelometriche di torbidità | Torbidità dell'acqua |
| µS/cm | Microsiemens per centimetro | Conducibilità elettrica |
| °F | Gradi francesi | Durezza dell'acqua |
Due esempi concreti. La conducibilità si misura in µS/cm e dà una stima rapida dei sali disciolti: il limite è 2.500 µS/cm a 20 °C, e valori bassi indicano un'acqua leggera. La durezza si esprime spesso in gradi francesi (°F), dove 1 °F corrisponde a 10 mg/L di carbonato di calcio: un'acqua tra 15 e 50 °F è considerata equilibrata, né troppo aggressiva né troppo incrostante.
Microbiologici, chimici e indicatori: le tre famiglie
I parametri dell'Allegato I non hanno tutti lo stesso peso, e il decreto li organizza in parti che è utile riconoscere anche nel referto. La Parte A raccoglie i parametri microbiologici, come l'Escherichia coli e gli enterococchi: sono i più critici sul piano sanitario perché segnalano una contaminazione fecale, e il loro valore di parametro è zero. Nessuna presenza è ammessa.
La Parte B contiene i parametri chimici: metalli pesanti, nitrati, antiparassitari, PFAS, sottoprodotti della disinfezione. Sono sostanze i cui effetti sulla salute si manifestano soprattutto con l'esposizione prolungata, e per ciascuna esiste un limite numerico preciso. La Parte C, infine, riunisce i parametri indicatori: durezza, conducibilità, cloruri, ferro, manganese, pH. Non sono in genere pericolosi per la salute, ma segnalano la qualità complessiva dell'acqua e il buon funzionamento della filiera; un loro superamento è un campanello d'allarme più che un pericolo immediato.
Non tutti i superamenti pesano allo stesso modo
Un Escherichia coli positivo è un problema sanitario immediato che impone azioni rapide. Una durezza fuori dal range consigliato è un fastidio tecnico, non un rischio per la salute. Leggere il referto significa anche saper distinguere la gravità di ciò che si trova.
Il significato di 'conforme', il limite di quantificazione e il segno '<'
La parola che tutti cercano nel referto è conforme. Un'acqua è conforme quando tutti i parametri analizzati rispettano i rispettivi valori di parametro. È bene però leggerla con precisione: la conformità riguarda i parametri effettivamente cercati in quell'analisi, non l'universo di tutte le sostanze possibili. Un referto conforme su dieci parametri non dice nulla su un undicesimo che non è stato analizzato.
Un altro elemento che spiazza è il segno '<' che precede molti valori: per esempio '< 0,5 µg/L'. Non è un errore, e non significa che la sostanza sia assente. Vuol dire che, se presente, la sua concentrazione è inferiore al limite di quantificazione del metodo, cioè alla soglia più bassa che lo strumento è in grado di misurare con affidabilità. In pratica è una buona notizia: quel contaminante o non c'è, o è a un livello così basso da non essere misurabile, e comunque ben al di sotto del limite di legge.
E se un valore risulta superato? La cosa da non fare è farsi prendere dal panico o, all'opposto, ignorarlo. Il passo giusto è capire il contesto: rileggere quale parametro è fuori norma e di quanto, valutarne la gravità (microbiologico o indicatore?), considerare le possibili cause legate al proprio impianto e, se serve, ripetere l'analisi per confermare il dato prima di intervenire. Per un pozzo, la nostra guida dedicata aiuta a inquadrare i parametri più tipici e le loro origini. In caso di superamenti microbiologici o di metalli, il confronto con il laboratorio e con l'autorità sanitaria è il modo più sensato per decidere il da farsi.
Domande frequenti
Cosa significa che l'acqua è 'conforme'?
Cosa vuol dire il segno '<' davanti a un valore?
Qual è la differenza tra valore rilevato e valore di parametro?
Un valore superato significa che l'acqua è pericolosa?
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