Parametro dell'acqua potabile
Microcistina-LR nell'acqua potabile
La **microcistina-LR** è un **nuovo parametro** del **D.Lgs. 18/2023**, con valore di **1,0 µg/L**. È una tossina prodotta dai **cianobatteri** durante le fioriture algali in laghi e invasi. È epatotossica e il controllo è particolarmente rilevante per gli acquedotti che attingono da acque superficiali. Obbligo operativo dal 12 gennaio 2026.
Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026
Che cos'è la microcistina-LR
La microcistina-LR è una tossina naturale, ma non per questo innocua. La producono i cianobatteri, i cosiddetti 'alghe azzurre', microrganismi che vivono in acque dolci ferme o poco mobili. In condizioni favorevoli — acqua calda, tanta luce, abbondanza di nutrienti come fosforo e azoto — i cianobatteri proliferano in modo esplosivo, dando luogo alle fioriture algali che tingono di verde intenso la superficie di laghi, bacini e invasi, soprattutto nei mesi estivi.
Quando queste fioriture si sviluppano, i cianobatteri possono rilasciare nell'acqua le loro tossine, e la microcistina-LR è la più studiata e diffusa tra queste. La sigla 'LR' indica una specifica variante, la più tossica e comune, presa come riferimento. Il problema si pone in modo diretto per gli acquedotti che prelevano da acque superficiali: un invaso soggetto a fioriture può veicolare la tossina fino all'impianto di potabilizzazione, se questo non è in grado di rimuoverla.
Un nuovo parametro del D.Lgs. 18/2023
La microcistina-LR è tra le novità introdotte dal D.Lgs. 18/2023 in recepimento della Direttiva (UE) 2020/2184. Prima non era un parametro obbligatorio a livello nazionale. Ora è collocata nella Parte B dell'[Allegato I](/allegati/allegato-1-parametri) con un valore di 1,0 µg/L, la stessa soglia raccomandata da tempo dall'OMS per questa tossina.
Un parametro legato al rischio locale
Il controllo della microcistina-LR è particolarmente pertinente per le fonti superficiali a rischio di fioriture. L'approccio di sicurezza basato sul rischio dell'articolo 6 e la valutazione del rischio nelle aree di prelievo aiutano a individuare dove il monitoraggio è prioritario. L'obbligo per i nuovi parametri di Parte B è operativo dal 12 gennaio 2026.
È un parametro che ben rappresenta la filosofia del nuovo decreto: non basta più analizzare l'acqua al rubinetto, occorre conoscere e presidiare la fonte e il suo bacino. Una fioritura in un invaso è un evento che va anticipato con il monitoraggio, non scoperto quando la tossina è già in rete.
Perché la microcistina è pericolosa
La microcistina-LR è una potente epatotossina: il suo bersaglio principale è il fegato, dove interferisce con il funzionamento delle cellule. L'esposizione acuta a dosi elevate può provocare danni epatici significativi, mentre l'esposizione cronica a basse concentrazioni è oggetto di studio per i possibili effetti a lungo termine.
- Tossicità diretta a carico del fegato (epatotossina).
- Possibili disturbi gastrointestinali in caso di esposizione acuta.
- Attenzione agli effetti dell'esposizione cronica, oltre che a quella acuta legata agli eventi di fioritura.
Un aspetto da sottolineare: le fioriture non sono un rischio solo per l'acqua potabile. Sono note anche per gli effetti sulla balneazione e sugli animali che si abbeverano nei bacini contaminati. Ma è nell'acqua destinata al consumo umano che il valore di parametro di 1,0 µg/L svolge il suo ruolo di garanzia.
Come si analizza la microcistina-LR
La ricerca della microcistina-LR si esegue con metodi immunoenzimatici (ELISA) per lo screening e con tecniche cromatografiche accoppiate alla spettrometria di massa (LC-MS/MS) per la conferma e la quantificazione precisa, secondo i metodi dell'Allegato III. È un'analisi specialistica, tipica dei laboratori che seguono le acque destinate al consumo umano provenienti da fonti superficiali.
Una questione di stagione
Il rischio di microcistina è fortemente stagionale: le fioriture si concentrano nei mesi caldi. Per le fonti a rischio, il monitoraggio va intensificato in estate e nei periodi di proliferazione algale, quando la tossina è più probabile.
Come si affronta il rischio
Sul piano gestionale, la difesa dalla microcistina passa da due livelli. Il primo è la prevenzione sulla fonte: contenere l'apporto di nutrienti al bacino, monitorare lo stato dell'invaso, sorvegliare le fioriture. Il secondo è il trattamento: gli impianti dotati di carboni attivi e di ossidazione avanzata sono in grado di rimuovere efficacemente la tossina, purché il processo sia ben gestito.
Per chi si approvvigiona da un piccolo bacino o da una fonte superficiale non gestita da un grande acquedotto, la microcistina è un parametro tutt'altro che teorico. Includerla in una analisi dell'acqua, soprattutto nei mesi estivi e in presenza di segni di fioritura, è il modo concreto per verificare che quella tossina non stia arrivando al rubinetto. Nel dubbio, meglio un dato certo che una fioritura sottovalutata.
Domande frequenti
Qual è il limite della microcistina-LR nell'acqua potabile?
Da dove viene la microcistina nell'acqua?
La microcistina è pericolosa per la salute?
Quando conviene analizzarla?
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