Parametro dell'acqua potabile
Legionella nell'acqua
La **Legionella** è un batterio che prolifera negli impianti idrici interni — reti calde, docce, torri di raffreddamento, autoclavi — e può causare una polmonite grave, la **legionellosi**. Il **D.Lgs. 18/2023** la inserisce tra i parametri con un valore di riferimento di **1.000 UFC/L**, particolarmente rilevante per le [strutture prioritarie](/allegati/allegato-8-strutture-prioritarie) come ospedali, alberghi e strutture ricettive.
Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026
Che cos'è la Legionella
La Legionella è un batterio d'ambiente acquatico che vive naturalmente in acque dolci di laghi e fiumi, di solito a concentrazioni innocue. Il problema nasce quando trova, negli impianti idrici costruiti dall'uomo, le condizioni ideali per moltiplicarsi: acqua ferma o poco ricambiata, temperature tiepide tra i 25 e i 45 °C, incrostazioni, biofilm e sedimenti su cui aggrapparsi. Serbatoi, boiler, tratti di tubazione poco usati, soffioni delle docce, torri di raffreddamento e impianti di condizionamento sono i suoi ambienti preferiti.
A differenza di E. coli o degli enterococchi, la Legionella non arriva dalle feci e non è un indicatore di contaminazione esterna: è un problema che si genera dentro la rete idrica, tipicamente in quella interna agli edifici. Per questo la sua gestione riguarda meno l'acqua in ingresso e molto di più il modo in cui l'impianto è progettato, mantenuto e utilizzato.
Il valore di riferimento nel D.Lgs. 18/2023
Il D.Lgs. 18/2023 porta la Legionella dentro il quadro dei controlli sull'acqua destinata al consumo umano, con un'attenzione specifica agli impianti a rischio. Il valore di riferimento è 1.000 UFC/L: superarlo non fa scattare automaticamente un divieto come per E. coli, ma impone di valutare la situazione e di adottare misure di controllo e bonifica dell'impianto.
Un parametro legato al rischio
La Legionella si gestisce con l'approccio della sicurezza dell'acqua basata sul rischio: non basta un valore rispettato una volta, serve una valutazione continua dell'impianto e dei suoi punti critici, con controlli mirati dove il rischio è più alto.
L'attenzione è massima nelle strutture prioritarie: ospedali, case di cura, RSA, alberghi, terme, impianti sportivi, dove convivono impianti idrici complessi e persone spesso più vulnerabili. Ma il tema riguarda anche i condomìni con impianti centralizzati e le strutture ricettive di ogni dimensione.
La legionellosi: perché è pericolosa
Il contagio non avviene bevendo l'acqua, ma inalando aerosol — le minuscole goccioline che si formano sotto la doccia, da un rubinetto, da una vasca idromassaggio, da una torre di raffreddamento o da un umidificatore. Una volta nei polmoni, la Legionella può dare due quadri clinici molto diversi.
- La malattia del legionario: una polmonite anche grave, con febbre alta, che può essere letale soprattutto in anziani, fumatori e immunodepressi.
- La febbre di Pontiac: una forma simil-influenzale più lieve e autolimitante.
- Rischio aumentato per persone con patologie respiratorie o sistema immunitario compromesso.
- Possibilità di focolai epidemici legati a un unico impianto contaminato (un albergo, un reparto ospedaliero, una torre di raffreddamento).
È proprio la modalità di contagio a spiegare perché docce e nebulizzatori siano i punti più critici: producono aerosol e spesso si trovano a fine rete, dove l'acqua ristagna e si intiepidisce.
Da dove viene e come si previene
Le condizioni che favoriscono la Legionella sono quasi sempre riconducibili a errori di gestione dell'impianto: rami morti mai bonificati, stanze o camere d'albergo chiuse per settimane, boiler tenuti a temperatura troppo bassa, mancanza di ricircolo sull'acqua calda, accumuli di calcare e sedimenti. La prevenzione, più che una cura, passa dal governo di questi fattori.
- Mantenere l'acqua calda a temperature sufficientemente elevate (di norma sopra i 50 °C alla distribuzione) e la fredda ben al di sotto della zona critica.
- Evitare ristagni: far scorrere periodicamente l'acqua nei punti poco usati, eliminare i rami morti.
- Pulire e decalcificare soffioni, rompigetto, serbatoi e scambiatori.
- Programmare controlli periodici e bonifiche (shock termico o disinfezione chimica) dove serve.
Come si analizza e cosa fare in caso di superamento
La ricerca della Legionella si fa in laboratorio su campioni prelevati nei punti a rischio — tipicamente docce, rubinetti terminali, serbatoi di accumulo dell'acqua calda — con metodi colturali che richiedono alcuni giorni per la crescita, affiancati oggi da tecniche molecolari rapide. Il campionamento va pianificato con criterio, scegliendo i punti giusti: un prelievo fatto a caso rischia di non dire nulla.
Se si supera il valore di riferimento, si interviene sull'impianto con bonifica termica o chimica, si correggono le cause (temperature, ristagni, incrostazioni) e si ricampiona per verificare l'efficacia. Nelle strutture ricettive e sanitarie tutto questo va inserito in un piano di autocontrollo documentato.
Un tema da non sottovalutare per chi ospita persone
Se gestisci un albergo, un B&B, una RSA, una palestra con docce o un condominio con impianto centralizzato dell'acqua calda, la Legionella è un rischio concreto e con responsabilità precise. Un'analisi mirata dei punti critici è il modo più semplice per sapere a che punto sei.
Verificare la presenza di Legionella non è un adempimento formale: è la differenza tra gestire un impianto in sicurezza e scoprire il problema solo dopo un caso di malattia. Se hai un impianto complesso o ospiti persone, vale la pena far campionare i punti sensibili da un laboratorio accreditato.
Domande frequenti
Qual è il valore di riferimento della Legionella nell'acqua?
Si prende la Legionella bevendo l'acqua?
Chi deve preoccuparsi della Legionella?
Come si controlla la Legionella in un impianto?
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