DLgs18/2023

D.Lgs. 18/2023 · Allegato VIII

Allegato VIII — Classi di strutture prioritarie

L'**Allegato VIII del D.Lgs. 18/2023** individua le **classi di strutture prioritarie**: edifici come **ospedali, scuole, RSA, strutture per l'infanzia** e altri luoghi dove soggiornano persone vulnerabili o dove si concentra un gran numero di utenti. In queste strutture la rete idrica interna richiede un'attenzione rafforzata, in particolare sul rischio di [Legionella](/parametri/legionella) e sul [piombo](/parametri/piombo). Il concetto è richiamato dall'[articolo 2](/articoli/articolo-2-definizioni) e si collega alla valutazione del rischio dei sistemi interni.

Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026

Perché alcune strutture sono 'prioritarie'

Non tutti gli edifici sono uguali di fronte al rischio idrico. Un conto è un appartamento privato, un altro è un reparto ospedaliero dove sono ricoverate persone con difese immunitarie compromesse, o una scuola frequentata da bambini piccoli. Da questa evidenza nasce la categoria delle strutture prioritarie, definita dall'articolo 2 e dettagliata nell'Allegato VIII, che ne elenca le classi.

La ragione è duplice. Da un lato in questi luoghi soggiornano o transitano soggetti vulnerabili, più esposti alle conseguenze di un'acqua non sicura. Dall'altro si tratta spesso di edifici grandi e complessi, con reti idriche interne estese, serbatoi, tratti poco utilizzati e temperature favorevoli alla proliferazione batterica. È la combinazione tra fragilità degli utenti e complessità dell'impianto a giustificare un livello di attenzione più alto.

Quali sono le classi di strutture prioritarie

L'allegato individua le tipologie di edifici che rientrano tra le strutture prioritarie. Pur con le precisazioni tecniche del testo, la logica di fondo è riconoscibile: sono i luoghi in cui un problema all'acqua avrebbe conseguenze più gravi o più estese.

  • Strutture sanitarie: ospedali, cliniche, ambulatori e case di cura, dove i pazienti sono spesso immunodepressi.
  • Strutture socio-assistenziali: RSA, case di riposo e residenze per anziani e disabili.
  • Strutture per l'infanzia e scolastiche: asili nido, scuole dell'infanzia e altri istituti di istruzione.
  • Strutture ricettive e con grande afflusso di pubblico, dove l'elevato numero di utenti amplifica l'impatto di un'eventuale contaminazione.
  • Altri edifici in cui soggiornano stabilmente gruppi vulnerabili della popolazione.

Il nodo Legionella

Nelle strutture prioritarie il rischio più temuto è la Legionella, che prolifera negli impianti idrici complessi e colpisce soprattutto le persone fragili. Non a caso il decreto attribuisce un valore di riferimento a questo parametro proprio in funzione delle reti interne di questi edifici. Il controllo passa da temperature adeguate, ricircolo e manutenzione.

Cosa comporta essere una struttura prioritaria

L'inserimento tra le strutture prioritarie non è un'etichetta neutra: comporta obblighi rafforzati sulla rete idrica interna dell'edificio. È qui che si intreccia con l'articolo 9, che disciplina i sistemi di distribuzione interni, e con la valutazione del rischio di questi impianti. Il gestore dell'acquedotto risponde fino al punto di consegna; da lì in avanti, all'interno dell'edificio, la responsabilità ricade sul titolare o gestore della struttura.

Concretamente questo significa mappare l'impianto interno, individuare i punti critici — serbatoi, rami morti, miscelatori, punti di erogazione poco usati — e predisporre un piano di controlli mirato, con particolare attenzione a Legionella e piombo, quest'ultimo legato alle tubazioni più datate. Chi gestisce questi edifici trova un supporto operativo nella nostra guida sull'acqua nelle scuole e strutture prioritarie.

Un'occasione di prevenzione, non solo un obbligo

Vale la pena leggere questi obblighi in positivo. Per un ospedale o una scuola, presidiare la qualità dell'acqua interna significa proteggere le persone che a quella struttura si affidano. Un caso di legionellosi contratto in ambiente sanitario o un episodio di contaminazione in una mensa scolastica hanno un costo umano e reputazionale enorme, di gran lunga superiore a quello di un programma di controlli ben fatto.

Per questo, per chi gestisce una struttura prioritaria, le analisi periodiche dell'acqua interna non sono un mero adempimento ma uno strumento di gestione del rischio. Sapere in tempo se un ramo dell'impianto sviluppa Legionella o se una tubazione rilascia piombo consente di intervenire prima che il problema raggiunga l'utente. È la stessa filosofia preventiva del Piano di Sicurezza dell'Acqua, applicata alla scala del singolo edificio.

Domande frequenti

Quali edifici sono considerati strutture prioritarie?
Tipicamente ospedali e strutture sanitarie, RSA e case di riposo, asili nido e scuole, oltre ad altri luoghi con grande afflusso di pubblico o dove soggiornano gruppi vulnerabili. L'Allegato VIII ne definisce le classi in ragione della fragilità degli utenti e della complessità delle reti idriche interne.
Perché le strutture prioritarie richiedono controlli rafforzati?
Perché ospitano persone più esposte al rischio sanitario e hanno impianti idrici complessi, favorevoli alla proliferazione della Legionella e al rilascio di piombo dalle tubazioni datate. La combinazione tra utenti fragili e reti articolate impone un'attenzione maggiore.
Chi è responsabile dell'acqua all'interno di queste strutture?
Fino al punto di consegna risponde il gestore dell'acquedotto. All'interno dell'edificio, sulla rete idrica interna, la responsabilità ricade sul titolare o gestore della struttura, in raccordo con l'articolo 9 sui sistemi di distribuzione interni.

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