DLgs18/2023

D.Lgs. 18/2023 · Articolo 2

Articolo 2 — Definizioni

Gestori idriciTecnici e consulentiAttività alimentari

L'**articolo 2 del D.Lgs. 18/2023** raccoglie le **definizioni** che danno significato preciso ai termini usati in tutto il decreto: cosa sono le acque destinate al consumo umano, chi è il gestore idro-potabile, cos'è un sistema di distribuzione idrica interno, cosa si intende per valore di parametro. Capire queste definizioni è il presupposto per applicare correttamente ogni altra norma.

Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026

A cosa serve un articolo di definizioni

Le definizioni sembrano la parte più noiosa di una legge, quella che si tende a saltare. In realtà è una delle più importanti. Ogni parola tecnica del decreto — gestore, punto di consegna, valore di parametro — ha un significato giuridico preciso stabilito qui, e non necessariamente coincide con quello del linguaggio comune. Sbagliare la definizione significa applicare male l'intero decreto.

Pensiamo a un caso concreto. Un amministratore di condominio si chiede se è lui il "gestore" tenuto ai controlli. La risposta sta in questo articolo: la definizione di gestore stabilisce chi rientra nell'obbligo e chi no. Lo stesso vale per chi deve capire se l'acqua di un impianto rientra tra le acque destinate al consumo umano oppure no. Prima si guarda la definizione, poi si applica la regola.

Acque destinate al consumo umano

La definizione più ampia e centrale è quella di acque destinate al consumo umano. Rientrano in questa categoria non solo l'acqua che beviamo, ma tutta l'acqua trattata o non trattata destinata a uso potabile, alla preparazione di cibi e bevande e agli altri usi domestici, indipendentemente dalla sua origine e dal fatto che sia fornita tramite rete, cisterna o distributore. Vi rientra anche l'acqua usata nelle imprese alimentari per fabbricare, trattare o conservare prodotti destinati al consumo.

Perché è così ampia

La definizione è volutamente estesa perché l'obiettivo del decreto — la tutela della salute — non cambia a seconda che l'acqua esca dal rubinetto di casa, dalla cucina di un ristorante o da un'autobotte. Ovunque quell'acqua possa arrivare a una persona, valgono le stesse garanzie.

Chi è il gestore e dove finisce la sua responsabilità

Il gestore idro-potabile è il soggetto che gestisce il servizio di fornitura dell'acqua. La sua responsabilità, però, non è illimitata: si ferma di regola al punto di consegna, cioè il punto in cui l'acqua passa dalla rete pubblica all'impianto privato dell'utente — tipicamente il contatore. Da lì in poi entra in gioco un altro concetto fondamentale, quello di sistema di distribuzione idrica interno.

Il sistema di distribuzione interno è l'insieme di tubazioni, raccordi e apparecchiature installati tra il punto di consegna e i rubinetti, che non ricadono sotto la responsabilità del gestore della rete pubblica. È la rete interna di un condominio, di un albergo, di un ospedale. Questa distinzione è decisiva: spiega perché il controllo dei sistemi interni è trattato a parte e perché, oltre il contatore, la responsabilità cambia titolare.

Confine di responsabilità semplificato (le definizioni esatte sono nell'articolo 2).
TrattoChi risponde di norma
Dalla fonte al punto di consegnaGestore idro-potabile
Punto di consegna (contatore)Confine di competenza
Rete interna fino ai rubinettiProprietario/titolare dell'edificio

Valore di parametro e altri termini tecnici

Un altro termine da conoscere è valore di parametro: è il limite, di natura sanitaria o indicatore, che un determinato parametro non deve superare perché l'acqua sia considerata conforme. Attenzione alla terminologia: il decreto parla di "valore di parametro", non di "limite di legge" generico. I valori sono elencati nell'Allegato I e distinti tra parametri microbiologici, chimici e indicatori — per esempio 50 mg/L per i nitrati o 5 µg/L per il piombo.

L'articolo definisce anche concetti che diventano operativi più avanti: la valutazione del rischio, che sostiene tutto l'impianto preventivo; le strutture prioritarie, come ospedali e scuole, dove il rischio per l'utenza fragile richiede attenzioni particolari; il sistema di fornitura idro-potabile, cioè l'insieme degli elementi dal prelievo alla consegna. Ognuna di queste parole apre la porta a un articolo dedicato.

  • Punto di consegna: dove l'acqua passa dalla rete pubblica all'impianto dell'utente; segna il confine di responsabilità.
  • Sistema di distribuzione interno: tubazioni e impianti oltre il punto di consegna, a carico del proprietario dell'edificio.
  • Valore di parametro: il limite dell'Allegato I che l'acqua non deve superare per essere conforme.
  • Strutture prioritarie: edifici con utenza vulnerabile (ospedali, scuole, RSA) soggetti ad attenzioni rafforzate.

Perché rileggere le definizioni prima di ogni dubbio

Nella pratica quotidiana capita spesso di discutere se un obbligo si applichi o meno a una certa situazione. Un pozzo privato che serve solo la famiglia? Un B&B con approvvigionamento autonomo? Una fontanella pubblica? Quasi sempre la risposta non sta in un articolo successivo, ma nella definizione di partenza: se quell'acqua rientra nella categoria delle acque destinate al consumo umano e se il soggetto rientra nella definizione di gestore. Per questo, davanti a un dubbio, conviene tornare qui prima ancora che al campo di applicazione.

Domande frequenti

Cosa si intende per "acque destinate al consumo umano"?
Tutta l'acqua per uso potabile, per preparare cibi e bevande e per gli usi domestici, oltre a quella usata dalle imprese alimentari, a prescindere dall'origine e dal modo di fornitura. È una definizione ampia, pensata per coprire ogni situazione in cui l'acqua raggiunge una persona.
Dove finisce la responsabilità del gestore?
Di regola al punto di consegna, cioè al contatore. Oltre quel punto inizia il sistema di distribuzione idrica interno, la cui gestione ricade sul proprietario o titolare dell'edificio. È il motivo per cui la rete interna è trattata dall'articolo 9.
Che differenza c'è tra valore di parametro e limite di legge?
Nel linguaggio del decreto il termine corretto è valore di parametro: il valore, sanitario o indicatore, che l'acqua non deve superare per essere conforme. I valori sono raccolti nell'Allegato I.

Approfondimenti correlati

Vuoi sapere se la tua acqua è a norma?

Richiedi un'analisi dell'acqua conforme al D.Lgs. 18/2023 presso un laboratorio accreditato. Ti ricontattiamo con un preventivo su misura.