Parametro dell'acqua potabile
Clorito nell'acqua potabile
Il **clorito** è un **sottoprodotto della disinfezione**, tipico dell'uso del biossido di cloro e dell'ipoclorito. Il **D.Lgs. 18/2023** fissa il valore di parametro a **0,25 mg/L**. Come il clorato, preoccupa per gli effetti su globuli rossi e tiroide: è il segno di una disinfezione da tenere sotto controllo.
Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026
Che cos'è il clorito
Il clorito è uno ione che si forma durante la disinfezione dell'acqua, in particolare quando si utilizza il biossido di cloro — un disinfettante apprezzato perché non genera trialometani e agisce bene anche su certe alghe e odori. Il rovescio della medaglia è che il biossido di cloro, reagendo, si trasforma in buona parte proprio in clorito. Anche l'uso di ipoclorito degradato può contribuire. Come il clorato, quindi, il clorito non arriva dall'ambiente esterno: è il residuo di un trattamento che serve a rendere l'acqua sicura dal punto di vista microbiologico.
Vale la pena ripetere il concetto, perché è la chiave di lettura di tutta la famiglia dei sottoprodotti: disinfettare è necessario e protettivo. Il rischio microbiologico che si evita — pensiamo a un focolaio di contaminazione fecale — è ben più grave dei residui che la disinfezione lascia. L'obiettivo del valore di parametro non è scoraggiare la disinfezione, ma spingere a farla bene, con dosaggi calibrati e reagenti gestiti a regola d'arte.
Il limite del D.Lgs. 18/2023
Il D.Lgs. 18/2023 inserisce il clorito nella Parte B dell'[Allegato I](/allegati/allegato-1-parametri) con un valore di parametro di 0,25 mg/L, lo stesso fissato per il clorato. I due parametri condividono origine, soglia e logica di controllo, e per questo vengono quasi sempre trattati insieme.
| Parametro | Valore limite | Origine tipica |
|---|---|---|
| Clorito | 0,25 mg/L | Disinfezione con biossido di cloro |
| Clorato | 0,25 mg/L | Ipoclorito degradato, processi al cloro |
Il clorito è particolarmente rilevante negli impianti che hanno scelto il biossido di cloro come disinfettante. In questi casi il gestore idro-potabile deve monitorare con attenzione il dosaggio, perché aumentare la disinfezione per stare tranquilli sul fronte microbiologico può far salire il clorito oltre soglia. È il tipico equilibrio da regolare con misure frequenti.
Clorito e salute
Gli effetti del clorito ricalcano da vicino quelli del clorato, con cui condivide il meccanismo ossidante. Il bersaglio principale sono i globuli rossi: a concentrazioni elevate il clorito può danneggiarli, con possibili ripercussioni sulla capacità del sangue di trasportare ossigeno. Anche in questo caso i gruppi più sensibili sono i più piccoli.
- Effetto ossidante sui globuli rossi, con possibile impatto sull'ossigenazione a dosi elevate.
- Possibile interferenza con la funzione tiroidea.
- Lattanti e bambini rappresentano la popolazione più esposta al rischio, da cui l'impostazione prudenziale del limite.
Alle concentrazioni di un'acqua conforme, il margine di sicurezza è adeguato. Il valore di 0,25 mg/L serve a garantire che, anche negli impianti che disinfettano con biossido di cloro, i residui restino ben al di sotto delle soglie di preoccupazione tossicologica.
Come si analizza il clorito
Il clorito si misura con la cromatografia ionica, secondo i metodi dell'Allegato III, tipicamente nella stessa sessione analitica del clorato e degli altri anioni. È un'analisi consolidata e disponibile presso i laboratori accreditati, particolarmente indicata per gli impianti che impiegano il biossido di cloro.
Quando controllarlo
Il controllo del clorito è consigliato soprattutto se l'acqua viene disinfettata con biossido di cloro, o se gestisci un impianto autonomo con disinfezione. Per una fotografia completa dei sottoprodotti conviene analizzarlo insieme a clorato e trialometani.
Cosa fare in caso di superamento
Ridurre il clorito è essenzialmente una questione di ottimizzazione del trattamento: calibrare la dose di biossido di cloro sul reale fabbisogno, evitando gli eccessi, ed eventualmente rivedere la strategia di disinfezione. Sono interventi di processo, di competenza del gestore, che vanno guidati dai dati analitici e non dall'abitudine.
Chi gestisce una piccola rete o un impianto autonomo con biossido di cloro dovrebbe includere il clorito nei controlli periodici. Una analisi dell'acqua che comprenda i sottoprodotti della disinfezione permette di verificare, in un colpo solo, che la disinfezione sia efficace contro i microrganismi e che al tempo stesso non lasci residui in eccesso. È il modo più razionale per tenere insieme sicurezza microbiologica e sicurezza chimica.
Domande frequenti
Qual è il limite del clorito nell'acqua potabile?
Da dove viene il clorito nell'acqua?
Il clorito fa male alla salute?
Clorito e clorato si analizzano insieme?
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