DLgs18/2023

D.Lgs. 18/2023 · Articolo 19

Articolo 19 — Istituzione del CeNSiA e di AnTeA

Gestori idriciAutorità sanitaria/ASLRegioni

L'**articolo 19 del D.Lgs. 18/2023** istituisce due nuovi organismi: il **CeNSiA** (Centro Nazionale per la Sicurezza delle Acque), presso l'Istituto Superiore di Sanità, con funzioni di coordinamento tecnico-scientifico, e **AnTeA**, l'anagrafe territoriale che raccoglie e organizza i dati sui sistemi di fornitura e sulla qualità dell'acqua destinata al consumo umano.

Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026

Perché servono nuovi organismi

Il D.Lgs. 18/2023 costruisce un sistema complesso: valutazioni del rischio lungo tutta la filiera, Piani di Sicurezza dell'Acqua, controlli su decine di parametri, obblighi informativi. Un sistema del genere ha bisogno di una regia tecnica nazionale e di un'infrastruttura di dati che tenga insieme le informazioni provenienti da migliaia di gestori e da tutte le autorità sanitarie del Paese. L'articolo 19 risponde a questa esigenza istituendo due strumenti complementari: il CeNSiA, che fa da cabina di regia scientifica, e AnTeA, che fa da anagrafe dei dati.

Non è un dettaglio organizzativo per addetti ai lavori. Senza un centro di coordinamento e senza una base dati condivisa, l'approccio basato sul rischio introdotto dalla Direttiva UE 2020/2184 rischierebbe di restare sulla carta, applicato in modo disomogeneo da territorio a territorio. Questi organismi servono a dare coerenza, metodo e memoria all'intero impianto.

Il CeNSiA: la regia tecnico-scientifica

Il CeNSiA, Centro Nazionale per la Sicurezza delle Acque, è istituito presso l'Istituto Superiore di Sanità, che nel campo delle acque destinate al consumo umano rappresenta il riferimento tecnico-scientifico del Paese. La collocazione non è casuale: mette il centro nelle mani dell'organismo che ha le competenze di laboratorio, di epidemiologia e di valutazione del rischio necessarie a orientare le scelte.

  • Coordinamento tecnico-scientifico del sistema nazionale di sicurezza delle acque destinate al consumo umano.
  • Supporto alle autorità competenti e ai gestori nell'applicazione dell'approccio basato sul rischio e dei Piani di Sicurezza dell'Acqua.
  • Elaborazione di linee guida, metodi e criteri omogenei su scala nazionale.
  • Contributo alla valutazione dei rischi emergenti e ai rapporti verso la Commissione europea.

Un punto di riferimento anche per i gestori

Per un gestore alle prese con la costruzione di un PSA o con la valutazione del rischio delle aree di prelievo, l'esistenza di un centro nazionale che elabora criteri comuni significa poter contare su indirizzi tecnici condivisi, invece di reinventare ogni volta le metodologie in solitudine.

AnTeA: l'anagrafe territoriale dei dati

Se il CeNSiA è la testa, AnTeA — l'anagrafe territoriale — è la memoria organizzata del sistema. Si tratta dell'infrastruttura informativa che raccoglie e struttura i dati sui sistemi di approvvigionamento, sulle aree servite, sui controlli e sugli esiti analitici. In pratica, è il luogo dove confluiscono le informazioni che i gestori e le autorità sanitarie producono lungo tutto il ciclo di controllo previsto dal decreto.

Avere un'anagrafe centralizzata cambia molte cose. Consente di leggere i fenomeni su scala ampia — dove si concentrano certi contaminanti, come si evolvono nel tempo — e di alimentare gli obblighi di informazione al pubblico e di rendicontazione europea con dati coerenti. È anche uno strumento di supporto alla valutazione del rischio dei sistemi di fornitura, perché mette a disposizione una base conoscitiva strutturata su cui ragionare.

Dati che alimentano il sistema

I gestori e le autorità sanitarie sono chiamati a conferire ad AnTeA le informazioni di propria competenza. Questo flusso alimenta l'anagrafe e permette al sistema nel suo complesso — dai controlli alla trasparenza verso i cittadini — di funzionare su una base informativa comune e aggiornata.

Come si inseriscono nel resto del decreto

CeNSiA e AnTeA non vanno letti come compartimenti stagni, ma come i due pilastri di un'infrastruttura nazionale che tiene insieme l'intero decreto. Il primo garantisce metodo e coerenza scientifica, il secondo garantisce che i dati non si disperdano e siano riutilizzabili. Insieme sostengono la sicurezza dell'acqua basata sul rischio e forniscono la base su cui poggia anche la Commissione di sorveglianza sui PSA prevista dall'articolo successivo.

Per il cittadino comune questi organismi restano dietro le quinte, ma il loro lavoro ha ricadute concrete: dati più affidabili, criteri più uniformi tra le regioni, una capacità maggiore di individuare per tempo i rischi emergenti. È l'ossatura tecnica che rende credibile la promessa di un'acqua sicura su scala nazionale.

Domande frequenti

Che cos'è il CeNSiA?
Il CeNSiA è il Centro Nazionale per la Sicurezza delle Acque, istituito presso l'Istituto Superiore di Sanità dall'articolo 19 del D.Lgs. 18/2023. Svolge funzioni di coordinamento tecnico-scientifico e di supporto alle autorità e ai gestori nell'applicazione dell'approccio basato sul rischio.
A cosa serve AnTeA?
AnTeA è l'anagrafe territoriale che raccoglie e organizza i dati sui sistemi di fornitura e sulla qualità dell'acqua destinata al consumo umano. Fornisce la base informativa nazionale che alimenta i controlli, l'informazione al pubblico e la rendicontazione verso la Commissione europea.
I gestori idrici hanno obblighi verso questi organismi?
Sì. I gestori e le autorità sanitarie contribuiscono al sistema conferendo ad AnTeA i dati di propria competenza e possono avvalersi degli indirizzi tecnici elaborati dal CeNSiA, in particolare per la costruzione dei Piani di Sicurezza dell'Acqua.

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