DLgs18/2023

D.Lgs. 18/2023 · Articolo 17

Articolo 17 — Accesso all'acqua destinata al consumo umano

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L'**articolo 17 del D.Lgs. 18/2023** recepisce uno degli obiettivi centrali della __Direttiva UE 2020/2184__: migliorare e promuovere l'**accesso universale all'acqua destinata al consumo umano**. Prevede l'installazione di **fontanelle e punti d'acqua** negli spazi pubblici, misure per i **gruppi vulnerabili ed emarginati** e la promozione dell'acqua di rete come alternativa a quella in bottiglia.

Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026

Un articolo che guarda oltre la qualità

Gran parte del D.Lgs. 18/2023 si occupa di sicurezza e qualità dell'acqua: parametri, controlli, rischi. L'articolo 17 cambia prospettiva e affronta un tema diverso ma altrettanto importante, quello dell'accesso. Non basta che l'acqua sia buona: bisogna che sia effettivamente disponibile per tutti, comprese le persone che, per ragioni economiche o sociali, faticano a raggiungerla. È la traduzione italiana di un principio forte della Direttiva UE 2020/2184, nata anche sull'onda dell'iniziativa dei cittadini europei 'Right2Water'.

Il messaggio di fondo è semplice: l'acqua del rubinetto è un bene comune, sicuro e a basso costo, e le istituzioni devono impegnarsi a renderla accessibile e a promuoverne l'uso. Dietro questo obiettivo c'è anche una motivazione ambientale non trascurabile, perché più acqua di rete si consuma, meno bottiglie di plastica finiscono nel ciclo dei rifiuti.

Migliorare l'accesso: fontanelle e punti d'acqua

Una delle misure concrete previste è la diffusione di punti di accesso all'acqua negli spazi pubblici. Le fontanelle di quartiere, le 'case dell'acqua' che ormai molti Comuni conoscono, i punti di erogazione all'interno di edifici pubblici: sono tutti strumenti per avvicinare fisicamente l'acqua di rete alle persone. L'idea è che bere dal rubinetto o da una fontanella diventi un gesto normale, comodo e diffuso, non un'eccezione.

  • Installazione e manutenzione di fontanelle e punti d'acqua all'aperto e negli edifici pubblici, dove tecnicamente ed economicamente sostenibile.
  • Promozione dell'acqua di rete nelle strutture pubbliche e negli esercizi aperti al pubblico.
  • Iniziative per incoraggiare l'uso di borracce e contenitori riutilizzabili.
  • Misure per la fornitura gratuita o a basso costo dell'acqua nei luoghi frequentati dalla collettività.

Anche i ristoranti sono coinvolti

La spinta verso l'acqua di rete tocca la ristorazione: la possibilità di servire acqua del rubinetto trattata rientra in questo quadro. Chi gestisce un locale può approfondire aspetti pratici e obblighi nella guida sull'acqua per ristoranti e HORECA.

L'attenzione ai gruppi vulnerabili ed emarginati

Il cuore sociale dell'articolo 17 sta nell'attenzione ai gruppi vulnerabili ed emarginati. La norma chiede di individuare le persone che hanno un accesso limitato o nullo all'acqua — pensiamo a chi vive in condizioni di marginalità, a insediamenti informali, a comunità isolate — e di adottare misure per garantirglielo. Non è un dettaglio umanitario aggiunto per completezza: è un obiettivo esplicito della direttiva, che l'Italia è tenuta a perseguire.

Concretamente, questo può tradursi in punti d'acqua dedicati, in interventi mirati sul territorio e in un coordinamento tra enti locali, gestori e mondo del terzo settore. La logica è quella di ridurre le disuguaglianze nell'accesso a un bene essenziale, perché l'acqua sicura non dovrebbe dipendere dal reddito o dalla condizione abitativa di una persona.

Promuovere l'acqua di rete e ridurre la plastica

L'articolo affianca alla disponibilità fisica dell'acqua un lavoro di promozione culturale. Molte persone continuano a comprare acqua in bottiglia per abitudine o per diffidenza verso quella del rubinetto, spesso senza una ragione oggettiva. Informare i cittadini sulla qualità dell'acqua distribuita, sui controlli a cui è sottoposta e sui suoi costi contenuti è parte integrante della strategia: l'informazione riduce la diffidenza e sposta i consumi.

Chi volesse farsi un'idea più consapevole del confronto può leggere l'approfondimento su acqua di rete e acqua in bottiglia. E chi ha dubbi sulla qualità dell'acqua che esce dai propri rubinetti — magari per via di una vecchia rete interna — può sempre partire da un'analisi dell'acqua al punto d'uso, che è il modo più diretto per passare dalle impressioni ai dati.

Un beneficio a doppio senso

Promuovere l'acqua del rubinetto porta con sé un vantaggio ambientale evidente — meno plastica, meno trasporti — e un risparmio economico per le famiglie. È uno dei pochi casi in cui l'interesse individuale e quello collettivo puntano nella stessa direzione.

Domande frequenti

L'articolo 17 obbliga i Comuni a installare fontanelle ovunque?
L'articolo promuove l'installazione di fontanelle e punti d'acqua dove è tecnicamente ed economicamente sostenibile, non impone un numero fisso ovunque. L'obiettivo è migliorare l'accesso in modo diffuso e ragionevole, con particolare attenzione agli spazi pubblici e ai gruppi vulnerabili.
Che cosa c'entra la plastica con la normativa sull'acqua?
La Direttiva UE 2020/2184 collega esplicitamente la promozione dell'acqua di rete alla riduzione del consumo di acqua in bottiglia e quindi dei rifiuti in plastica. L'articolo 17 recepisce questo obiettivo, incoraggiando l'uso dell'acqua del rubinetto e dei contenitori riutilizzabili.
Come faccio a sapere se l'acqua del mio rubinetto è di buona qualità?
L'acqua distribuita dai gestori è sottoposta a controlli esterni e interni continui. Se però hai dubbi legati alla rete interna del tuo edificio — tubazioni vecchie, piombo, serbatoi — l'unico modo per averne certezza è un'analisi dell'acqua prelevata al tuo rubinetto.

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